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PADOVA TRA CURIOSITÀ E GRANDI CLASSICI

Padova è un vero gioiellino veneto che ha dato ospitalità sia a nomi altisonanti come Galileo Galilei o Giotto, sia  ad artisti meno conosciuti che però l’hanno arricchita in egual misura.

La città dei tre senza, come molti la definiscono, custodisce in sé tante tradizioni e leggende che, a volerle scoprire, un solo viaggio non basterebbe. Per questa ragione vorrei condividere con voi gli aspetti che più mi hanno colpita e incuriosita, al punto da mettere in calendario un altro viaggetto nel capoluogo veneto.

Vediamo allora quali sono i luoghi da non perdere durante un viaggio a Padova.

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LE PIAZZE DEI MERCANTI

Visitare Padova e perdersi le piazze suona un po’ come un’eresia, sia perché sono gratuite, sia perché rappresentano il cuore pulsante della vita cittadina.

Prime fra tutte sono Piazza delle Erbe e Piazza dei Frutti. Queste sono divise dal Palazzo della Regione sotto al quale si snodano gallerie e porticati tutti dedicati alle botteghe gastronomiche.

piazze dei mercanti

Da sempre queste sono le sedi del mercato e del commercio locale! A chi le vede per la prima volta non resta che farsi inebriare dai profumi e dai colori degli “scariolanti” (come vengono definite le bancarelle) e cacciare la pietra bianca su cui sono incise ancora le misure adoperate dai vecchi mercanti. Non vi sto prendendo in giro, sotto l’unico arco che collega le due piazze, il Volto della Corda, c’è il canton delle busie, l’angolo in cui venivano puniti tutti i venditori che imbrogliavano su prezzi e misure.

Piazza dei Signori

Un salotto cittadino tutto dedicato al relax, lo shopping e la vita mondana. Qui a regnare è il grande orologio astronomico, prima di ogni altra cosa, anche lui curiosità: provate a passare in rassegna i segni zodiacali riportati. Quale manca? A voi scoprirlo.

piazza dei signori

Last but not least c’è Prato della Valle, meglio nota come prato senza erba, uno dei tre “senza” della città. Bella e signorile, quest’altra piazza è segnata da due file di statue dedicate ai padovani illustri che fanno da cornice a un canale tutto intorno al grande spazio ellittico da questa occupato.

prato della valle

LA STREET ART DI KENNY RANDOM

Eh sì, dopo le piazze tocca alle strade, non solo per i palazzi storici che le incorniciano, ma sopratutto per lei: la street art. Non vi entusiasma? Beh io l’adoro, è una delle prime attrattive che ricerco quando visito una nuova città. Non da sempre, ma da quando ho scoperto Kenny Random, questo artista che ama impreziosire le strade della sua città natale con graffiti talmente da sembrare stencil.

Il centro storico di Padova ne è pieno, quando meno ve lo aspettate e negli anfratti più impensabili scorgerete queste sagome stilizzate circondate da colori e forme fantastiche. Posso scrivere tranquillamente che le sue opere sono come ciliegie: una tira l’altra.

street art

IL BAR DELL’UNIVERSITÀ

Siamo all’interno di Palazzo del Bo, la sede storica dell’università di Padova, quella calcata da niente po po di meno  che Galielo Galilei. Dalla mattina alla sera, in loop, vengono organizzate tour guidati per visitare le aule con la storica cattedra ricoperta dall’insigne scienziato e il teatro anatomico, per intenderci quello in cui sezionavano i cadaveri per le lezioni di anatomia.

Beh, io vi invito a visitarlo per un’altra ragione: il Bar dell’università. Qui troverete il sig. Mario che lo gestisce da oltre cinquant’anni e, credetemi, ne ha viste di tutti i colori. Di più, lui potrà raccontarvene di tutti i colori, dalle 69 ragioni per consumare un polifonico (una sua specialità dagli ingredienti misteriosi), fino a tutta la storia e i riti della goliardia locale. Fermatevi cinque minuti qui, anche solo per un caffè, e non disdegnate di fargli domande sugli affreschi che decorano le pareti del bar, tutte queste feluche esposte e cosa contiene questo famoso polifonico.

bar dell'università

IL VERDE DEL CAFFÈ PEDROCCHI

A caratterizzarlo sono storia, oltre un secolo di attività, e accoglienza. È definito senza porte proprio perché un tempo non c’erano le vetrate a segnarne l’accesso, ma interno ed esterno facevano parte di un continuum delimitato solo da questi affascinanti porticati.

Non solo, da qui ha avuto origine l’espressione che tutti usiamo: essere al verde. La peculiarità distintiva del locale è che ogni sala prende il nome dal colore della tappezzeria che ne ricopre le pareti. Una di queste è verde e contraddistingue quell’ambiente destinato da sempre a tutti gli avventori che non possono permettersi la consumazione. Ancora oggi è così si viene “al verde” a far nulla: leggere un giornale, scambiare due chiacchiere o semplicemente  trovare riparo dal freddo invernale. Di qui il detto che ben conosciamo.

Caffè pedrocchi

IL BATTISTERO DEL DUOMO

Che sia street art o affreschi, se c’è una cosa su cui proprio non si sono risparmiati in questa città è la pittura sui muri. Scrivervi di visitare la Cappella degli Scrovegni, interamente dipinta da Giotto, suonerebbe come scontato. Meno bazzicato, ma non meno degno di nota è il Duomo di Padova con il suo battistero interamente affrescato da Giusto De’ Menabuoi. Un capolavoro eccezionale, a mio avviso, per nulla inferiore alla cappella suddetta. Entrerete e non saprete dove guardare, è tutto un susseguirsi di sequenze bibliche sapientemente riportate sulle pareti del battistero, da cima a fondo. Vi girerà la testa.

Ve lo consiglio perché è più intimo e raccolto, non troverete tutta la ressa del primo monumento e, se sarete soli, potreste avere anche la fortuna di ricevere precise illustrazioni dal custode di turno.

Battistero del duomo

Solo cinque tappe di un viaggio che abbraccia tutti i sensi e vi farà scoprire una delle tante città gioiello d’Italia.

 

 

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